COME NASCE UNA PASSIONE

Verso la metà degli anni ’70, Ettore Rolando, generale di Artiglieria in pensione, nonché appassionato ed esperto conoscitore di piante, si recò a Velletri per aiutare alcuni amici a progettare il giardino della loro villa. Dopo qualche giorno di permanenza nella cittadina dei Castelli, si rese conto della notevole diffusione sul territorio di splendidi esemplari di Camelia.

Dopo aver parlato con alcuni proprietari di queste piante ed essersi reso conto che esse crescevano così, senza alcun tipo di cura ed attenzione, ma semplicemente per una combinazione di suolo e di clima eccezionalmente favorevole, prese, quasi d’impulso, una decisione che cambiò profondamente la sua vita e non solo la sua. Decise, infatti, di acquistare un terreno ed iniziò a creare quella che sarebbe divenuta, di lì a pochi anni, una delle più importanti collezioni di camelie a livello nazionale. Era scoppiata la sua passione per le camelie.

COME SI TRAMANDA UNA PASSIONE

Una ventina di anni più tardi la collezione aveva assunto una dimensione tale da non poter più essere gestita semplicemente come hobby e così Enrico Scianca, nipote del generale, già profondamente contagiato dalla passione del nonno, considerò che trasformare quell’hobby in una azienda vera e propria poteva essere un modo per utilizzare la sua laurea in Economia e Commercio. Nacque così l’Azienda Agricola “Le Camelie del Generale” uno dei marchi attualmente più conosciuti in Italia ed all’estero nell’ambito delle Camelie e delle piante acidofile in generale.

Oggi, l’azienda ha una superficie di quasi tre ettari ed ha in produzione 25 specie e 250 varietà di Camelie che, considerando anche quelle della collezione privata, arrivano a 374.
Nell’elenco si trovano antiche varietà dell’800, varietà più recenti della prima metà del ‘900 nonché le camelie “miniatura”: un recentissimo gruppo di ibridi di specie a foglia piccola, molto particolari ed, in alcuni casi, dotati di una caratteristica decisamente insolita: il fiore profumato. Inoltre l’azienda dispone di un notevole assortimento di esemplari di grandi dimensioni (h. fino a 5/6 m).

La coltivazione avviene in modo molto naturale, senza forzature e, soprattutto, utilizzando nel substrato di impianto una notevole percentuale di terra vulcanica del luogo che conferisce a tali piante caratteristiche che ne fanno un vero e proprio “prodotto tipico Veliterno”.

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